martedì 12 luglio 2016

Omicidio al Diogenes Club - Librogame

Per chi di noi era ragazzo negli anni '90, leggere questo post sarà un tuffo nel passato.

Ve li ricordate i racconti a bivi di Topolino? Quelli in cui, in vari punti della storia, bisognava fare delle scelte e, in base a quelle, il fumetto poteva finire in tanti modi diversi?

Da lì a scoprire e amare la collana Librogame, diretta da Giulio Lughi nelle mitiche Edizioni E. Elle, il passo è stato breve. I più famosi librogame erano quelli della serie "Lupo Solitario": seriamente, chi non ne ha mai letto uno? 

Ma ricordo che ce ne erano per tutti i gusti, dai
romanzi fantascientifici (Time Machine) fino a quelli mitologici (Grecia Antica) o dell'orrore (Horror Classic).

Quello che però ho scoperto solo recentemente grazie a un mio collega (nella libreria della mia città non si erano mai visti) è che nei Librogame c'era anche un'intera collana dedicata a Sherlock Holmes (sì, lo so, era scritto dietro ma non ci avevo fatto caso)!

Sono riuscita in questi giorni a recuperare i primi tre numeri - di seconda mano ovviamente, su Amazon sono introvabili:

1. Omicidio al Diogenes club di Gerald Lientz (1992)
2. Lo smeraldo del fiume nero di Peter Ryan (1991)
3. Il caso Milverton di Gerald Lientz (1992)

Ho iniziato dal primo: nonostante gli anni e le pagine ingiallite (che già in partenza erano abbastanza scure visto che erano fatte di carta riciclata), "Omicidio al Diogenes club" ha conservato ancora intatto il profumo che ricordavo. Non ricordavo, però, tutto il fantastico impianto del Librogame: il "Foglio di identità" dove raccogliere i punteggi in base alle tue sei qualità (abilità, astuzia, intuito, carisma, osservazione e cultura), il "Foglio degli indizi" e la pagina delle "Deduzioni & Decisioni", dove annotare via via quello che si scopre durante la lettura o la Tavola Numerica, da usare in mancanza (sacrilegio!) di dadi.

Sono ancora all'inizio, quindi aggiornerò in seguito il post con la recensione del libro, ma sono troppo felice di avere questo piccolo tesoro tra le mani e volevo condividere la mia gioia! 
Per ora posso dire che mi sembra scritto in maniera abbastanza canonica, anche se deve essere ovviamente adattato al gioco, e molto coinvolgente. Il ritmo è buono, la trama anche, nonostante ci siano delle pecche eventi: già nel prologo, si scopre che tu - lettore - sei un buon amico di Sherlock Holmes e cugino di Watson. Altamente improbabile, ma qualcosa dovevano pur inventarsi!