martedì 12 maggio 2015

Recensione: Il tesoro di Leonardo

È finalmente arrivato il momento di recensire "Il tesoro di Leonardo", scritto da Massimo Polidoro ed edito da Piemme Battello a Vapore. Ne avevo già parlato quando mi era arrivato un paio di mesi fa, ma solo ieri sono riuscita a finirlo, letto tutto d'un fiato in un paio d'ore.
Che dire? Mi pare evidente che ho un debole per i romanzi per ragazzi e questi della Piemme sono davvero stupendi, sia per la vesta grafica che per le storie che non hanno niente da invidiare a quelli per adulti - penso anche alla collana di Sherlock, Lupin e io o a tutti i libri di Geronimo Stilton
Il racconto è ambientato nella Milano dei giorni nostri, nel periodo natalizio - chissà perché a Polidoro piacciono così tanto i mesi freddi per le sue storie - e protagonisti sono Leo, bambino di origini italiane, ma che ormai vive a Londra e torna in Italia solo per stare coi nonni, e Cecilia, milanese doc e appassionatissima di Leonardo Da Vinci.

Si incontrano per caso, una mattina, al Castello Sforzesco. Cecilia sta cercando invano di decifrare una lapide per scoprire dove potrebbe essere nascosto il famoso tesoro di Leonardo, diventato ormai il suo chiodo fisso. Esperto di informatica e di codici, le viene in aiuto Leo, che riesce a risolvere l'enigma iniziale: da lì inizieranno rocambolesche avventure che, nel giro di due giorni, proprio alla vigilia di Natale, porteranno i due ragazzini a seguire le tracce sparse per la città dal Genio toscano, braccati, però, da uno spietato collezionista d'arte che vuole mettere anche lui le mani sul tesoro. 
Un altro libro per ragazzi riuscitissimo, che tiene alta la tensione fino alla fine e che riesce ad appassionare anche i bambini un po' più cresciuti. 
Ultima nota: davvero delicate le parole con le quali Polidoro descrive i primi batticuori dei due preadolescenti e la storia, appena accennata, che si intuisce nascere tra di loro. Una sfumatura leggermente sentimentale che farà immedesimare ancora di più i piccoli lettori.