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giovedì 18 gennaio 2018

Cartoline dalla fine del mondo - Recensione

È uscito finalmente"Cartoline dalla fine del mondo", Marsilio.

Paolo Roversi non delude nell'ennesima e appassionante avventura di Enrico Radeschi, che ho potuto leggere in anteprima grazie alla Confraternita dei lettori (niente di esoterico eh, è stata chiamata così per il rimando al romanzo "La confraternita delle ossa", del quale ho già parlato su questo blog). Divorato letteralmente in un giorno, il nuovo romanzo scorre con la facilità di uno spritz ghiacciato ad agosto: anche stavolta un'indagine per il giornalista hacker in sella al suo "giallone"- una vespa originale del 1975 dipinta di giallo, anche stavolta una Milano noir da scoprire nei suoi angoli più nascosti... e anche stavolta un vicequestore Sebastiani da urlo (si sente per caso che ho un debole per lui?)!

lunedì 18 dicembre 2017

Cartoline dalla fine del mondo - tra un mese in libreria

Torna il nostro investigatore hacker Enrico Radeschi e torna la Confraternita dei lettori!
Il 18 gennaio uscirà per Marsilio il nuovo romanzo di Paolo Roversi e si intitolerà "Cartoline dalla fine del mondo".
Lo leggerò anche stavolta in anteprima e ve lo recensirò. 
In attesa di ricevere il romanzo, vi anticipo la sinossi:

Milano. Durante un esclusivo party all’interno del palazzo dell’Arengario, sede del museo del Novecento, uno degli invitati viene misteriosamente ucciso sotto il quadro Il quarto stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il vicequestore Loris Sebastiani, incaricato delle indagini, capisce subito che in quel delitto qualcosa non torna e che avrà bisogno di aiuto per catturare il misterioso hacker che si fa chiamare Mamba Nero, tenendo in scacco la polizia. Solo una persona può fare al caso suo: il giornalista e hacker Enrico Radeschi. E’ tempo che rientri in servizio, ovunque si nasconda da otto anni. Comincia una vera e propria partita a scacchi con Mamba Nero, che continua a mietere le sue vittime, ispirandosi a Leonardo da Vinci.

mercoledì 21 settembre 2016

Recensione: "La confraternita delle ossa"

Ed eccomi finalmente a pubblicare la mia recensione de "La confraternita della ossa" di Paolo Roversi.
Come ricorderete, l'ho letto in anteprima ad agosto, grazie al fatto che facevo parte di un gruppo ristretto, la Confraternita dei lettori appunto. 
È stato il mio primo incontro con un giovanissimo Enrico Radeschi, una simpatica canaglia imbranata che però ha "fiuto" e cerca di farsi strada a modo suo, complice anche una discreta faccia tosta e un insolito talento appena scoperto per l'informatica.
Siamo nel 2002: l'Italia ha appena abbandonato la lira per l'euro, in tv c'è Papi con Sarabanda e Altavista è il motore di ricerca per eccellenza che fa ombra a uno sconosciuto Google. 
Enrico Radeschi, ventisettenne della bassa, fresco di laurea in lettere, arriva a Milano: vive in un angusto appartamento diviso col suo coinquilino calabrese e si arrabatta in mille lavoretti - più o meno legali - per arrivare a fine mese e cercare di diventare un vero giornalista. 
Nel centro di questa Milano fredda e sfuggente, un noto avvocato viene assassinato in pieno giorno; prima di esalare l'ultimo respiro, riesce a tracciare uno strano segno col proprio sangue, un segno che rimanda a una confraternita che trae ispirazione da San Carlo Borromeo. 

venerdì 12 agosto 2016

La confraternita delle ossa - letto!

Siamo tutti - o quasi - ormai in vacanza.


Kindle e telo da mare.. che cosa c'è di meglio?!
Ma c'è un piccolo gruppo di persone che continua alacremente a portare avanti il suo compito ne "La confraternita dei lettori".

Come già spiegato, prendendo spunto dalla "Squadra di Lancio" di Massimo Polidoro, anche Paolo Roversi ha deciso di lanciarsi in un'avventura simile.
E io con lui. Conoscere uno scrittore e il mondo che gira intorno all'uscita di un libro è sempre affascinante.

Siamo un centinaio di lettori, raccolti in un gruppo chiuso su facebook, che si scambiano idee e opinioni sul giallo che uscirà il prossimo 8 settembre. Paolo - sempre molto presente e molto alla mano - lancia quasi giornalmente degli spunti, e sono già uscite diverse idee interessanti e originali. La discussione in questo gruppo è sicuramente più ordinata e chiara di quella che avevamo nella Squadra di Lancio, però forse manca un po' di spontaneità e si perde un poco la carica di entusiasmo delle persone... O forse è solamente agosto e siamo tutti un po' meno attivi, io per prima.
Visto che si parla di me, io seguo - tanto per cambiare - anche la pagina facebook del personaggio Enrico Radeschi, mentre mi sono tirata fuori da tutte le iniziative che riguardano strettamente l'ambientazione milanese del romanzo, visto che non conosco per niente la città.
Ma ciò che più conta è che, finalmente, è arrivato il momento più atteso: quello in cui viene consegnato il libro in anteprima. È sempre bello sapere di avere tra le mani qualcosa che gli altri non hanno, e quando si parla di libri la soddisfazione è doppia.

martedì 30 giugno 2015

Recensione: Giallo Metropoli (ovvero una Milano come non te l'aspetti)

Milano.
Per una donna del Sud come me, Milano è la città fredda per antonomasia, dove tutti sono sempre impegnati, si lavora e si corre, si corre e si lavora. Mai un sorriso, mai un'emozione. Tutto perfetto, forse troppo.
E invece, ultimamente, sto scoprendo una Milano sempre più calda, sempre più viscerale e sempre più noir, e questo grazie agli autori che mi è capitato di leggere negli ultimi sei mesi.

martedì 12 maggio 2015

Recensione: Il tesoro di Leonardo

È finalmente arrivato il momento di recensire "Il tesoro di Leonardo", scritto da Massimo Polidoro ed edito da Piemme Battello a Vapore. Ne avevo già parlato quando mi era arrivato un paio di mesi fa, ma solo ieri sono riuscita a finirlo, letto tutto d'un fiato in un paio d'ore.
Che dire? Mi pare evidente che ho un debole per i romanzi per ragazzi e questi della Piemme sono davvero stupendi, sia per la vesta grafica che per le storie che non hanno niente da invidiare a quelli per adulti - penso anche alla collana di Sherlock, Lupin e io o a tutti i libri di Geronimo Stilton. 
Il racconto è ambientato nella Milano dei giorni nostri, nel periodo natalizio - chissà perché a Polidoro piacciono così tanto i mesi freddi per le sue storie - e protagonisti sono Leo, bambino di origini italiane, ma che ormai vive a Londra e torna in Italia solo per stare coi nonni, e Cecilia, milanese doc e appassionatissima di Leonardo Da Vinci.

martedì 28 aprile 2015

Segnalazione: Giallo Metropoli


È oggi in uscita, in tutte le librerie, "Giallo metropoli", antologia gialla edita da Piemme e curata da Massimo Polidoro. Undici racconti, tutti ambientati a Milano, tutti fatti veri di cronaca nera, ognuno scelto da un autore e raccontato nel suo stile peculiare.

sabato 25 aprile 2015

Recensione: La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon

Dopo averci deliziato con "I dolori di un giovane editor", Alessandra Selmi si pone ora una nuova sfida, esordendo nel genere giallo con "La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon", edito da Baldini&Castoldi.
Nella Milano dei giorni nostri, Aiace detto Pardon, dal suo modo di ringraziare chi gli allunga qualche spicciolo, è un senzatetto che vive alla Stazione Centrale e che sparisce senza lasciare traccia. 
L'unica che si preoccupa della sua fine è una raffinatissima barbona, tanto erudita quanto ripugnante nell'aspetto, convinta che la scomparsa dell'amico sia legata al misterioso uomo dalle scarpe lustre che, ultimamente, gli aveva dato elemosine sempre più alte.

sabato 7 marzo 2015

Recensione "Il passato è una bestia feroce"

È arrivato il momento: finalmente mi trovo a recensire "Il passato è una bestia feroce" di Massimo Polidoro. Che mi sia piaciuto credo sia palese, altrimenti, nonostante l'appartenenza alla Squadra di lancio del libro, non avrei profuso così tanto impegno nella sua promozione.

Certo, la stima personale o la simpatia nei confronti dell'autore giocano un ruolo importante alcune volte, ma non è questo il caso. "Il passato è una bestia feroce" è davvero un buon thriller, di quelli che non riesci a mollare, che ti sbirci una paginetta anche in ufficio perché vuoi andare avanti per sapere chi è il colpevole, di quelli che sobbalzi anche tu quando c'è un colpo di scena.