sabato 25 aprile 2015

Recensione: La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon

Dopo averci deliziato con "I dolori di un giovane editor", Alessandra Selmi si pone ora una nuova sfida, esordendo nel genere giallo con "La terza (e ultima) vita di Aiace Pardon", edito da Baldini&Castoldi.
Nella Milano dei giorni nostri, Aiace detto Pardon, dal suo modo di ringraziare chi gli allunga qualche spicciolo, è un senzatetto che vive alla Stazione Centrale e che sparisce senza lasciare traccia. 
L'unica che si preoccupa della sua fine è una raffinatissima barbona, tanto erudita quanto ripugnante nell'aspetto, convinta che la scomparsa dell'amico sia legata al misterioso uomo dalle scarpe lustre che, ultimamente, gli aveva dato elemosine sempre più alte.
Insieme all'agente Alex Lotoro, trascinato suo malgrado nell'indagine, riuscirà a fare luce sulla vita, o meglio, sulle vite di Aiace Pardon e a scoprire il segreto che si nasconde dietro la sua morte.
Forse più noir che giallo in senso tradizionale, la scrittura è fresca e scorrevole e la trama è ben costruita; quello che, però, davvero colpisce è la caratterizzazione dei personaggi e la loro originalità. Io li ho adorati tutti, anche quelli minori: hanno uno spessore e un'umanità che ti permette di stabilire istantaneamente un legame empatico con loro. Sono irresistibili.
Da Cesare, il mendicante che si esprime solo con motti in latino ad Alex, poliziotto sciupafemmine e un po' tamarro, passando per Lara, paziente amante di Lotoro, bastano davvero poche sapienti pennellate per farteli stare simpatici.
Alessandra Selmi

In pole position, c'è ovviamente la clochard "investigatrice", ossimoro vivente (per usare un termine a lei caro), che riesce a estasiare il lettore con i suoi dialoghi quasi surreali , la sua ironia e la sua intelligenza pronta.
Unico neo: nel libro non si racconta cosa abbia portato una donna tanto colta a diventare una barbona. Che sia un modo per prometterci una nuova avventura dell'improbabile coppia?

Nota personale: più o meno un anno fa, dopo aver letto "I dolori di un giovane editor", contattai Alessandra Selmi su Facebook per farle i complimenti (no, non per propinarle il mio manoscritto!). Ho scoperto, giorno dopo giorno, una ragazza simpaticissima e pronta a rispondere a qualunque domanda. La voglio ringraziare qui per la disponibilità e la gentilezza che ha sempre dimostrato nei miei confronti e ribadirle che l'aspetto in Toscana (niente insalate, sia chiaro!).