martedì 21 aprile 2015

Recensione: Nero Porpora

Secondo romanzo della trilogia romana di Enrico Solito, Nero Porpora, pubblicato anch'esso da Hobby&Work, vede come protagonista indiscusso Don Michele, sacerdote sui generis dal grande talento investigativo. 
Anche stavolta è la particolare ambientazione a spiccare, che fonda le sue basi su un meticoloso lavoro sulle fonti storiche. Se nel primo romanzo si scendeva nei particolari sui tradimenti fatti dal governo francese al suo parlamento, sullo sfondo della brevissima esperienza della  Repubblica Romana, e si citavano alcuni episodi veri - quali la vicenda del povero ambasciatore francese che stringeva l'accordo con Mazzini e subito dopo, a sua insaputa, i francesi attaccavano o gli attentati a Lesseps -, qui si scava sulla divisione tra i due tronconi dei liberali, mazziniani e cavouriani.
Alla prima del Trovatore a Roma un uomo viene trovato ucciso all'interno del suo palco. Per una strana serie di motivi, Don Michele viene chiamato ad occuparsi della faccenda. Il prete si rende presto conto che l'uomo giocava un ruolo ambiguo tra mazziniani e cavouriani e si muove in quegli ambienti, in cui è fortunatamente benvoluto, guidato da Anna, che abbiamo già trovato in All'ombra del pino, fuoriuscita di nascosto a Roma. Nel farlo, finisce per prendere una vera e propria sbandata per Giulia, amante di entrambe i capi delle due fazioni liberali, ricambiato: è un rapporto strano, fatto di allusioni a distanza e occhiate, pensieri inconfessabili e tentativi di espiazione. Altro personaggio da notare è Leone, ebreo del ghetto, che nasconde una storia dolorosa nel suo passato, che sarà svelata nel libro e che si intreccia anch'essa alla vicenda. La soluzione avviene con una serie di colpi di scena a ripetizione e Don Michele riuscirà non solo a trovare la soluzione dell'omicidio a teatro e degli altri che seguono, ma anche a destabilizzare la posizione del Cardinale Antonelli, campione della reazione clericale: ci sarà una retata tra i liberali, ma il vero piano, con condanne a morte, purghe staliniane e cambio di clima a Roma, fallirà. Per di più, Don Michele si toglierà la soddisfazione di riuscire ad inchiodare Antonelli, ottenendo per il futuro la licenza di svolgere la sua missione per i poveri e gli oppositori senza ostacoli, mentre la storia di amore proibita si scioglie con estrema dolcezza.
Una ricostruzione magistrale che va a braccetto con un mistero intricato e avvincente: un altro giallo storico che vale decisamente la pena avere in libreria.