lunedì 23 marzo 2015

Recensione: Le Bugie nel Carrello

Sveglia presto, ancora intontita apro Twitter. Post di Massimo Polidoro: "Solo per oggi, Le Bugie nel Carrello a 2,99€". Non mi rendo conto di quello che sto facendo che ho già cliccato "Compra" su Amazon. Avevo questo libro in wish list da tempo immemorabile e oggi l'ho finalmente acquistato, complice l'offerta speciale. La giornata prende una piega piacevole!

Dario Bressanini lo seguo da molto tempo ormai, seguo il suo blog regolarmente (citato anche qui tra i miei preferiti) e i suoi post su Facebook. Ho conosciuto i suoi scritti per caso, qualche anno fa, perché cercavo informazioni sugli OGM, ai quali ero sempre stata favorevole in maniera "intuitiva" ma, da più parti, ne sentivo parlare come fossero il male assoluto. Bressanini fu una rivelazione! Da allora, sono andata avanti spulciando meticolosamente il suo blog, studiandomi molti dei suoi articoli e apprezzando particolarmente il suo modo di fare divulgazione scientifica: pacato ma fermo, serio ma decisamente ironico.
E poi, lo devo ammettere, dopo aver letto l'articolo con cui abbandonava Il Fatto quotidiano, la mia stima nei suoi confronti si è decuplicata in un solo istante!



"Le bugie nel carrello", edito da Chiarelettere, è un libro interessante, sia negli argomenti che nell'approccio rigorosamente scientifico, ma scritto in maniera immediata e semplice, adatto anche a chi non ha una formazione specifica. Si legge velocemente, magari saltando qua e là tra i vari capitoli, così come si salterebbe tra i vari reparti di un supermercato. Alcune tematiche le conoscevo già, altre però mi ha fatto piacere approfondirle: dalla moda del Kamut al pachino, dalla mozzarella di bufala fino al vino biodinamico. Di sicuro, la parte che ho preferito è stata quella in cui si parla della mortadella: il "100% naturale" e tutto il marketing che si nasconde dietro questa dicitura, per molti, così accattivante. Al contrario di Bressanini, non sono una studiosa e non sono una chimica professionista, mi fermo alle conoscenze di base del liceo scientifico, ma sentir dire che un alimento è "Zero chimica e 100% naturale" mi fa venire i brividi. Che significa? Tutto è chimica, tutto è composto da molecole, come può essere "zero chimica"? E perché le persone ci cascano? Citando Bressanini, "non mi risulta che esistano alberi su cui crescono mortadelle pronte da staccare, affettare e mettere nel panino". E invece, avendo due bambini, questo è un argomento che mi trovo sempre più spesso ad affrontare con altre mamme, che esaltano il biologico = naturale = buono&sano contro l'artificiale = chimico = cattivo. Purtroppo, con la disinformazione e i pregiudizi costruiti a tavolino da mode e da sapienti campagne di marketing ci facciamo i conti tutti giorni, anche nel nostro piccolo, e questo libro è un'arma in più per combattere l'ignoranza che ci circonda.