domenica 17 maggio 2015

Toccata e fuga al Salone Internazionale del Libro di Torino

Stand Rai con Alberto Angela tra la folla
[Avvertimento: post principalmente fotografico - che poi, io le foto non le so nemmeno fare!]


Padiglione 2






Eccomi qui, per la prima volta al salone internazionale del libro di Torino. Per una (s)fortunata coincidenza di eventi, sono riuscita a fare una scappata velocissima ieri: solo poche ore, ma che mi hanno fatto assaporare un po' di questa manifestazione.




Stand Baldini&Castoldi
Devo dire che è stato facilissimo arrivare coi mezzi e la coda era quasi inesistente alla biglietteria; giusto un attimo di smarrimento, quando sono entrata e ho pensato sconsolata: "E ora? Come faccio a orientarmi in mezzo a tutti questi stand? Ne uscirò mai?"
Ma poi ho pensato che sarebbe stato bello comunque perdersi lì dentro e mi sono fatta coraggio!




Padiglione 2
Stand Piemme
















La prima cosa che mi ha colpita è stata - banale e scontato a dirlo - la gran confusione di sottofondo. Una specie di contrappasso del lettore, che sogna la quiete del suo divano e si trova in un girone dantesco di gente che parla, parla, parla. Non era facile  avere una conversazione con la persona che si aveva accanto, e tantomeno si riusciva a seguire un dibattito, se non stando dentro le apposite aree preposte. Appena fuori, non si capiva nulla. Questo, però, tradotto in positivo, vuol dire che era pieno di gente. E, per un Paese in cui si legge davvero poco, potrebbe essere un dato confortante. 
Stand del CICAP con Sherlock Holmes sullo sfondo
Detto ciò, mi sono divertita tanto: per me, era un po' come stare nel Paese dei Balocchi, non sapevo dove andare prima: libri, libri, libri ovunque. Un sogno.
E soprattutto è stata un'occasione per rivedere amici o conoscerne di nuovi, con i quali magari avevo avuto solo contatti su Facebook o Twitter.
Un pezzo torinese della Squadra di Lancio
Appena entrata al Padiglione 3, al mega stand RAI, c'era Alberto Angela che presentava il suo libro su Pompei. Ma dopo l'esperienza di un paio di mesi fa, ho deciso che solo in tempo di guerra e solo per prendere il pane per i miei figli farò di nuovo una fila di più di un'ora, non di certo per farmi autografare il suo libro. 
Subito dopo, tappa obbligata è stata allo stand del CICAP, dove ho potuto conoscere Neva, un'altra componente della ormai famosa Squadra di lancio. Poi di corsa allo spazio Book to the future, dove interveniva Massimo Polidoro in una tavola rotonda su scrittori e social media.
Tavola rotonda a Book to the future
Non me l'aspettavo così affollata, a dire il vero. Invece era pieno di persone, nonostante l'orario infausto (mettere un confronto tra scrittori alle 13, in piena pausa pranzo, è pura cattiveria!)
Mariano Tomatis. Sullo sfondo, l'apparizione di Polidoro
Sinceramente, nonostante l'argomento potesse interessarmi, viste anche le mie recenti esperienze, ho ascoltato poco. Giusto prima che iniziasse il dibattito, è infatti comparso tra il pubblico Mariano Tomatis, che speravo di conoscere dopo aver letto i suoi libri sul mentalismo. Un po' freddo quando lo avevo contattato on line per la prima volta, si è rivelato invece una persona piacevolissima. 
Alessandra Selmi e Massimo Polidoro
Il suo blog è una sorpresa continua da visitare, ma anche dal vivo ha avuto una quantità impressionante di aneddoti e curiosità da raccontare. E, se non fosse dovuto scappare per la presentazione della sua ultima fatica "La magia dei Libri", l'avrei assillato con mille domande (quando mi ricapita vicino un mentalista, illusionista nonché curatore del museo di Rennes-Le-Chateau?!).


Altra scrittrice simpaticissima e che ci tenevo ad incontrare al Salone è Alessandra Selmi, con la quale avevo stretto amicizia su Facebook in occasione delle recensioni fatte ai suoi libri, ma con la quale non avevo mai avuto modo di parlare di persona. Chi la conosce o chi ha letto questo blog,
Young Sherlock Holmes - DeAKids
sa che di mestiere fa la editor: ecco, ho promesso di tenere le cose per me e non pubblicarle, ma ha una serie di esperienze da raccontare che staresti le ore ad ascoltarla. Spero solo che venga al più presto in Toscana a presentare il suo Aiace Pardon, in modo da avere più tempo per chiacchierare.  

Sherlock Lupin e io - Battello a Vapore - Piemme
Tornando agli stand, ammetto di aver riservato particolare attenzione a quelli per bambini e ragazzi, cercando magari qualche novità o qualche chicca per i miei figli. Ho girato poco, il tempo è stato tiranno e non ho potuto visitare tutti gli quelli che avrei voluto; ad alcuni, ho dato proprio un'occhiata veloce, altri li ho saltati a pie' pari.
Ragazzi in giro per i padiglioni
Purtroppo, per quel poco che ho visto, ho dovuto constatare che, mentre per la fascia dai 10 anni in su le proposte editoriali sono tante, variegate e fantastiche, per la fascia dei 3-5 anni sono un po' più scarse. O meglio, di libri da colorare o di storie sulla fattoria, gli animali del bosco, principi e principesse sono pieni gli scaffali, ma qualcosa per esempio per avvicinare i più piccoli alla logica, alla matematica e alle scienze è tragicamente assente.
Geronimo Stilton - Battello a Vapore - Piemme
E questo è un peccato, perché a quell'età sono delle spugne, potrebbero scoprire delle materie stupende e portare questo amore anche sui banchi di scuola, nonchè acquistare una forma mentis che potrebbe aiutarli nella vita.
Il #giornoperfetto su post-it
Anche nelle scuole, vedo questi bambini che colorano, colorano e colorano, ma mai un'esercitazione di logica (che so, cose semplici come serie di forme, associazioni, primi numeri - mica voglio che facciano la trigonometria - o anche solo la storia della matematica sotto forma di favolina): come già detto, questi figlioli saranno eccellenti imbianchini, ma incapaci di fare le fatture.
Stand Newton Compton Editore

Continuando il giro, una lacrima di commozione mi è scesa davanti allo stand della Newton Compton e vorrei ringraziare pubblicamente questa casa editrice: grazie, perché se non aveste avuto l'idea della collana economica a mille lire e dei Mammut, non mi sarei potuta permettere di leggere tantissimi libri da adolescente. Invece, sin dalle medie, i soldi che i miei genitori mi davano per la merenda, venivano puntualmente investiti in libri. In quegli anni ho letto Poe, Lovecraft, Conan Doyle e tutti i classici. Che il dio dei lettori vi benedica!
Padiglione 2 - Stand Giunti

Infine, mi ha fatto davvero piacere incontrare, anche se per poco, Davide Valentini, che ho conosciuto su Facebook per le battaglie dei ragazzi di Pro-test Italia e di A Favore della Sperimentazione Animale, mentre mi è dispiaciuto non aver avuto il piacere di conoscere il Prof. Marco Ciardi del Cicap Toscana.
Quattro ore per visitare il Salone Internazionale del Libro di Torino sono davvero poche, ma è valsa la pena andare.
Spero solo di tornare l'anno prossimo con più calma (amici torinesi, chi mi ospita?).